Il triste destino di questa strada

•31 ottobre 2011 • Lascia un commento

Località Groveggiante, Aquilonia

POST TERREMOTO – 30 anni fa, per ripristinare un vecchio tratturo rurale vengono spesi fior di miliardi affinchè si possa rendere agibile a mezzi più veloci. MAI COMPLETATA

2011 – riparte il progetto per la definitiva riqualificazione della strada, grazie ad ingenti somme provenienti dalla regione, ecco il risultato:

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ripetendo una strofetta televisiva direi: “c’è crisi, c’è crisi…”

Anche in Tunisia era iniziata così

•20 luglio 2011 • Lascia un commento

 

La rivolta contro il potere era partita da Facebook. Però non c’era il grande Ferragosto di mezzo.

tunisia rivolta

Il blogger precario, ex assistente parlamentare, non ci dice niente di nuovo; cita e ripubblica (non pagando il copyright) articoli tratti dai vari Giornale, Repubblica, Libero, il Fatto, senza parlare del best seller di Rizzo e Stella.E’ la stessa minestra riscaldata, fatta di cure estetiche e mediche gratis, auto gratis, treni gratis, e di tantissimi soldi. Solo che ora sembra che il Paese davvero che stia fallendo, la Grecia è vicina e i tagli e le tasse si aggirano sugli 800-1.000 euro a famiglia.

Anche in Tunisia, e anche solo nella Spagna degli indignados le cose le sapevano da tempo: la Rete ha riempito le piazze, ma solo perchè c’è un momento in cui la misura sembra colma.

Se poi il Parlamento rifiuta l’arresto per un deputato avido e pieno di soldi, (anche se dovesse risultare che i soldi gli sono stati dati senza infrangere troppe leggi) e si prepara a rifiutarla ad altri quattro o cinque nelle stesse condizioni, allora il pericolo di piazze greche – se non tunisine – è reale.

L’unica speranza per la politica italiana è il generale Ferragosto: chiudere il Parlamento per ferie per due mesi, adottare la strategia-Berlusconi di sparire per un po’.Se gli italiani che possono andare al mare, nonostante la crisi, sono ancora di più degli italiani che non si possono muovere, ma potrebbero, incazzati, riempire le piazze, si può aspettare che "passi la nottata" e che a settembre gli italiani, blogger precario o no, siano pronti a ricevere ancora qualche stangata. In Tunisia, infatti, la primavera del gelsomino non è stata a Ferragosto.

L’Italia dei piccoli comuni in rete

•18 maggio 2011 • Lascia un commento

Ansa pubblica un articolo sul programma 1000 COMUNI di Vodafone: ecco i comuni che ha raggiunto in una carrellata di foto della <<piccola>> Italia. Il modulo per segnalare Aquilonia è qui

http://ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/05/11/visualizza_new.html_871072110.html

Rinvenuta foto Bin Laden: INFRAROSSI tra i marines

•5 maggio 2011 • Lascia un commento

BIN BIN

Arriva rinegoziazione mutui per meno abbienti

•4 maggio 2011 • Lascia un commento

ROMA – I mutui variabili fino a 150.000 euro potranno essere rinegoziati. E’ quanto prevede la bozza di decreto sullo Sviluppo che giovedì sarà all’esame del Cdm. La rinegoziazione potrà essere chiesta fino al 30 aprile dell’anno prossimo ma solo se chi la chiede ha un Isee (Indicatore situazione economica equivalente) sotto i 30.000 euro e non abbia ritardi nei pagamenti.

PIU’ ALTA SOGLIA TASSO INTERESSE USURAIO
– Aumenta la soglia del tasso di interesse usuraio: è quanto prevede la bozza di decreto sviluppo. La norma era già stata presentata via emendamento nel ‘milleproroghe’ ma alla fine era stata bocciata. Si tratterebbe di una diversa modalità di calcolo. Se fosse passata la proposta del milleproroghe, ad esempio, la soglia dei tassi usurai per i conti correnti garantiti e non garantiti fino a 5.000 euro sarebbe passata dall’attuale 16,695% al 17,84%.

A 1 MLN SOGLIA APPALTI SENZA BANDO -  Sale da 500.000 a 1 milione di euro la soglia per gli appalti di lavori pubblici senza bando di gara. E’ un’altra delle misure nella bozza del decreto Sviluppo. Gli appalti potranno così essere affidati con procedure negoziate. Per rilanciare il piano casa sarebbe confermato il meccanismo del silenzio-assenso e semplificazioni sono in vista per la ‘Scia’: la Segnalazione certificata di inizio attività.

NO LIMITE ETA’ CARTA IDENTITA’ ELETTRONICA - Viene soppresso il limite di età (15 anni) per ottenere la carta di identità che ora diventa ‘elettronica’. La nuova carta varrà 3 anni per i minori e 10 anni per i maggiorenni.

NO SCHEDA CARBURANTE SE SI PAGA BANCOMAT
- Stop alla scheda carburante per chi pagherà il pieno con carta di credito o bancomat.

Lioni Grottaminarda, Cataldo Bene l’intervento di Ruggiero (Pdl)

•28 aprile 2011 • Lascia un commento

Registro con soddisfazione che Antonia Ruggiero stia interpretando al meglio le potenzialitа del rapporto privilegiato con il governo nazionale. In pratica si sta materializzando ciт che in campagna elettorale, a ragione, si era enfatizzato rispetto alla cosiddetta filiera istituzionale". A parlare и il sindaco di Aquilonia, Donato Cataldo, dopo le osservazioni del consigliere regionale del Pdl circa la Lioni-Grottaminarda. "Non basta infatti essere dello stesso partito del premier per spostare l’attenzione di ministri e sottosegretari sui problemi del proprio territorio -afferma- occorre invece un costante lavoro di raccordo ed aggiornamento tra il territorio stesso e gli ambienti romani che l’on. Ruggiero sta dimostrando con i fatti di svolgere.  L’interessamento sulla Lioni – Grottaminarda и solo l’ultima in ordine di tempo di una serie di azioni a livello governativo che hanno visto l’unica consigliera regionale irpina del Pdl informare Fazio del problema sanitа, il presidente Berlusconi del problema discariche e provincializzazione del sistema rifiuti, la Gelmini delle opportunitа di sviluppo e finanziamento della ricerca in alta irpinia.  Non si puт non riconoscere all’onorevole Ruggiero la coerenza nel mantenere gli impegni con l’irpinia in termini di rappresentanza e rappresentazione al governo centrale dei problemi della nostra terra. Ed, in tempi di proclami roboanti ma senza costrutto, и per i cittadini e gli amministratori una garanzia non da poco

Il sindaco Cataldo: “Bene Ruggiero per l’ Irpinia”

•16 aprile 2011 • Lascia un commento

“A nome dei sindaci del Pdl dell’Alta Irpinia, da capogruppo del Pdl in Comunità Montana Alta Irpinia, esprimo ad Antonia Ruggiero la riconoscenza e l’approvazione per l’atto d’amore per l’ Irpinia e per il coraggio dimostrato nel contrapporsi, con toni anche duri, alla maggioranza del proprio partito". Cos’ il sindaco di Aquilonia, Donato Cataldo, che aggiunge: "Di fronte a scelte tanto ambigue e pericolose per la nostra terra la scelta di opporsi e di votare contro è di sicuro l’unica risposta che doveva levarsi dai banchi dei consiglieri irpini. Il subemendamento presentato dall’on. Gennaro Salvatore era tanto chiaro ed a tutela del mantenimento della provincializzazione (come qualcuno a cercato di far credere) che addirittura anche i napoletani dell’ Idv hanno votato a favore ed insieme al Pdl napoletano. Una norma sul ciclo dei rifiuti proposta e sostenuta dai consiglieri di Napoli non può, per definizione, essere rispettosa dell’ Irpinia.

L’on. Ruggiero, con gli on. Zecchino e D’Amelio, lo hanno compreso perfettamente e rompendo gli schemi dei propri partiti di appartenenza hanno votato contro. Se questo non è bastato per bloccare la proditoria disgregazione del principio della provincializzazione dell’emergenza rifiuti e soprattutto della sua soluzione, sarà servito almeno a sapere su chi la nostra gente potrà contare nella ennesima battaglia che si annuncia alle porte ai danni delle aree interne della Campania. Il presidente Sibilia, l’on. Ruggiero e tutto il Pdl irpino continuino la loro battaglia territoriale ed avranno sempre i sindaci ed gli amministratori al loro fianco per questa come per le altre legittime e sacrosante battaglie di sopravvivenza della nostra Irpinia".

La situazione a Lampedusa

•30 marzo 2011 • Lascia un commento

Le rivoluzioni dei social network: la Carboneria interattiva

•30 marzo 2011 • Lascia un commento

 

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È ovviamente azzardato definire le rivolte in Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, Giordania, Siria, Yemen come “rivoluzioni dei Social Network”, ma non possiamo negare l’enorme ed anche inaspettato contributo che queste nuove forme di comunicazione interattiva hanno dato per far scoppiare queste rivolte in molti paesi del Medio Oriente.

Tutte queste rivolte hanno in comune, chi più chi meno, la rapida diffusione di pensieri e idee di libertà e democrazia attraverso l’uso di internet, e in  particolare attraverso l’uso di questi nuovi social network come Facebook e Twitter.

Perchè un regime totalitario dovrebbe negare l’uso di queste forme di comunicazione o addirittura dovrebbe temerlo? Perchè Facebook, Twitter,Youtube e Internet in generale, permettono di allargare le proprie vedute al mondo intero e di esprimere le proprie idee liberamente, senza la paura di un qualche regime estremista che ti impedisce di esprimerti o di pensare da uomo libero. Una sorta di “Carboneria interattiva” nei paesi del Medio Oriente.

Quindi, partiamo da questo presupposto: in paesi non democratici e socialmente meno evoluti di altri, arrivano questi Social network, che limitano il potere dei vari dittatori di frenare il libero pensiero del loro popolo e che creano un interscambio interattivo tra idee e pensieri ampliando il livello di informazione dei popoli. Quando si dice: l’informazione ci rende liberi.

In Tunisia le proteste iniziarono prima di Natale. Sul web e nei vari Social Network iniziava a svilupparsi un certo malcontento per le condizioni di vita del popolo tunisino. Un rapper tunisino, Hamada-Ben Amor, fu arrestato per aver messo su Youtube una canzone che denunciava i problemi dei giovani e della disoccupazione con parole critiche nei confronti del governo tunisino. Anche diversi blogger utilizzarono il web per criticare il governo per le sue mancanze e di fatto furono arrestati anch’essi. In questo caso, i Social Network hanno posto le basi per organizzare una rivolta contro l’oppressione del regime.

Dalla Tunisia, le rivolte spinte dal web si sono espanse, arrivando in Egitto, dove addirittura fu intimato, da parte del governo, di rendere impossibile l’accesso a Twitter e Facebook; abbiamo avuto rivolte in Algeria; sono scoppiate rivolte anche in Libia, da parte principalmente di studenti ,che hanno poi portato allo scoppio di una guerra contro il Colonnello Gheddafi, o più comunemente chiamata “missione di pace”, che vede coinvolto anche il nostro paese; ci sono scontri anche in Siria, dove attivisti siriani che operano su Twitter, hanno documentato le rivolte e le proteste al termine della preghiera del Venerdì.; ed infine sono scoppiate rivolte contro i governi dello Yemen e della Giordania.

Insomma, tutto il medio oriente si sta infuocando e possiamo dire anche a causa degli strumenti del “diavolo americano”, i Social Network,che hanno consolidato la fiducia dei cittadini nei propri mezzi e poi ne hanno permesso l’organizzazione in rivolte largamente condivise. Possiamo dire che è l’inizio di una nuova era?

Dalla Siria alla Cina, gli 11 regimi a rischio dopo la Libia

•23 marzo 2011 • Lascia un commento

 

Il mondo arabo e’ ormai da mesi ufficialmente in fiamme, ma chi pensa che le rivolte saranno arginate nell’area si sbaglia. Il rischio di nuove violente proteste in altri paesi e’ una realta’ e anche il regime cinese dovrebbe iniziare ad aver paura.Ecco gli undici paesi che, secondo quanto scrive Gregory White, giornalista che ha lavorato in passato per il The Huffington Post e Msnbc, potrebbero seguire le tracce della Tunisia, dell’Egitto e della Libia.

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Siria. Le rivolte qui sono gia’ iniziate: sebbene la situazione economica non sia cosi’ disastrosa come in altri paesi arabi, i manifestanti hanno gia’ iniziato a far sentire la loro voce, bruciando alcuni palazzi governativi e minacciando la stabilita’ del regime del presidente Bashae al-Assad. Il presidente ritiene che la sua amicizia con l’Iran e il sostegno per la causa palestinese lo terra’ al sicuro: ma le ultime prove lasciano pensare che tali argomentazioni hanno gia’ perso valore. Investimenti da considerare nella zona: nessuno.

Bahrein. Ci troviamo in questo caso in presenza di una monarchia costituzionale. Le proteste che si sono avvicendate negli ultimi giorni, guidate dagli sciiti, sono state rintuzzate violentemente anche con l’aiuto dell’Arabia Saudita. Ma attenzione all’Iran, che appoggia gli sciiti. Investimenti a cui guardare: WisdomTree Middle East Dividend Fund (GULF) e Market Vectors Gulf States ETF (MES).

Yemen. Democrazia presidenziale con elezioni non interamente libere. E’ recente il caso di venerdi’ scorso, quando la rivolta si e’ conclusa con la morte di decine di civili, uccisi dalle forze del governo. Il futuro dello Yemen e’ strettamente legato a quello dell’Arabia Saudita. Se i sauditi continueranno a sostenere l’oppressione del governo, bagni di sangue come quello di venerdi’ scorso non termineranno. Investimenti da osservare: nessuno.

Arabia Saudita. Nel paese vige la monarchia assoluta. Il governo ha gia’ dimostrato di voler usare la forza contro il proprio popolo ma anche contro altre popolazioni del mondo arabo. L’Arabia Saudita vuole mantenere la propria egemonia nell’area e soprattutto vuole fare il possibile per impedire all’Iran di influenzare la minoranza sciita. Investimenti a cui guardare: anche in questo caso, WisdomTree Middle East Dividend Fund (GULF)e Market Vectors Gulf States ETF (MES)

Iran. Il paese sta facendo fronte alla minaccia di proteste interne, dopo la rivoluzione massiccia soppressa nel 2009 in modo brutale. Ma l’Iran potrebbe decidere di interferire presto in Bahrein, appoggiando gli sciiti. Nel "worst case scenario", ovvero nella peggiore delle ipotesi, potrebbe entrare in conflitto anche con l’Arabia Saudita.

Marocco. Con una monarchia di tipo costituzionale, il Marocco sta fronteggiando un movimento di protesta: proprio per evitare il peggio, il re del paese si sta mettendo all’opera per approvare importanti riforme. L’aria che si avverte e’ di una forte impazienza. Investimenti a cui guardare: SPDR S&P Emerging Middle East & Africa ETF (GAF).

Giordania. Anche la Giordania sta continuando a far fronte al problema delle manifestazioni, sebbene la leadership del paese sia stata oggetto di rimpasto. Centinaia di persone hanno protestato lo scorso venerdi’. Nel paese vige una monarchia costituzionale, che rappresenta una forma limitata di democrazia. I manifestanti al momento chiedono che vengano attuate riforme alla costituzione, e la pressione sta aumentando. Investimenti da monitorare: SPDR S&P Emerging Middle East & Africa ETF (GAF)

Pakistan. Il paese, caratterizzato da una repubblica democratica, sta attraversando un periodo di seria crisi da un punto di vista economico e la debolezza dello stato e’ stata dimostrata a pieno durante le recenti inondazioni che hanno messo in ginocchio la nazione. In piu’, le tensioni geopolitiche sono legate ai rapporti con gli Stati Uniti e con i talebani. Esiste una grande forza pro-musulmana integralista che si oppone al governo. Non e’ escluso cosi’ il rischio di un colpo di stato, simile a quello che ha portato al potere Musharraf. Investimenti da monitorare: Claymore’s BNY Mellon Frontier Markets ETF (FRN).

Vietnam. Capitalismo autoritario. In Asia, il paese sembra un probabile candidato per l’esplosione di nuove manifestazioni, soprattutto in caso di peggioramento dell’economia e di aumento del tasso di disoccupazione- Una forte recessione porterebbe a un’opposizione contro il governo di stampo comunista. Investimenti da monitorare: Market Vectors Vietnam (VNM).

Venezuela. Repubblica autoritaria. L’economia impone un cambiamento di governo e non c’e’ modo di sapere al momento se il presidente Hugo Chavez abbia imposto la propria presenza per un arco temporale troppo lungo. Ma a tal proposito si puo’ dire che il paese non ha sperimentato l’oppressione di lungo termine, come e’ stato nel caso dell’Egitto.

Cina. Attenti al paese del Dragone. Il forte rialzo dei prezzi e l’elevato tasso di disoccupazione rendono sempre piu’ probabile una serie di proteste, soprattutto nelle zone rurali. Il dubbio pero’ e’ fin dove le manifestazioni potrebbero propagarsi. Una scintilla che farebbe esplodere il caos potrebbe essere rappresentata da una eventuale crisi di liquidita’ e da una crisi bancaria, dunque da una recessione

 
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